Le nuove caldaie a biocombustibili solidi rappresentano una vera e propria rivoluzione nei sistemi di termoriscaldamento. La caratteristica fondamentale di queste caldaie, oltre ad essere efficenti e garantire buoni risparmi, è la possibilità di poterle alimentare con i più svariati materiali ed in particolare con Biomasse Legnose e Vegetali provenienti da scarti e residui della lavorazione del legno e dal settore agroalimentare. Tra i combustibili più utilizzati, oltre all'ormai famosissimo pellet, ricordiamo il Cippato, ottenuto con particolari macchine dette cippatrici che sminuzzano finemente interi tronchi di albero, la Sansa ottenuta come residuo della lavorazione delle olive, alcuni cereali come il Mais che ha un elevato potere calorico e con Gusci e Semi Legnosi di vari frutti come nocciole, pistacchi, mandorle, pinoli, noci, ciliegie e pesche.

Caldaie Policombustibili
Esistono moltissimi modelli di termocaldaie a pellet, quelle
di nuova generazione sono dotate di sistemi di regolazione elettronici che
garantiscono una elevata facilità di utilizzo e che consentendo anche un controllo
delle varie funzioni a distanza, inoltre non richiedono grandi interventi
di pulizia e manutenzione. In generale ne esistono di tre tipi: quelle alimentate
esclusivamente a pellet, quelle combinate a legna e pellet e quelle cosidette
"onnivore" o policombustibili, che cioè funzionano utilizzando biomasse
di vario tipo. Tutte comunque, sono dotate di serbatoio per lo stoccaggio
del combustibile, che può essere più o meno grande e che quindi garantisce
un'ampia autonomia.
Le caldaie a pellet o policombustibili sono facilmente integrabili negli impianti
di riscaldamento già esistenti e producono acqua calda per usi sanitari che
può essere accumulata in particolari boiler dove rimane utilizzabile anche
per molte ore anche a caldaia spenta.

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