La Bioenergia in generale può essere definita come l'energia proveniente
dal sole e immagazzinata all'interno di materiali di origine animale o vegetale,
più comunemente conosciuti come biomassa. In realtà anche altri sistemi per
ottenere energia utilizzano il sole come motore fondamentale: l'eolico, l'idroelettrico
e il fotovoltaico esistono solamente grazie al sole che origina i venti, fa
evaporare l'acqua e innesca i processi fotovoltaici nei pannelli. Proprio
perchè proveniente dal sole, la bioenergia in tutte le sue forme e in tutti
i suoi utilizzi, è una fonte di energia inesauribile ed ecocompatibile.
La biomassa è considerata rinnovabile perché l'energia del sole
è immagazzinata molto più rapidamente se confrontata ai milioni di
anni richiesti per immagazzinarla nei combustibili fossili come il carbone
o il petrolio (se pur anch'essi di origine biologica). Ad esempio la Co2 prodotta
dalla combustione di un chilo di biomassa vegetale è pari a quella assorbita
dalle piante per produrre lo stesso chilo di biomassa, quindi le sue emissione
sono pari a zero.

La biomassa nelle sue diverse forme viene ottenuta, attraverso particolari
lavorazioni, dai più svariati materiali di origine biologica tra cui: residui
delle cartiere, dagli scarti di prodotti agricoli e alimentari, dagli escrementi
animali, dai rifiuti urbani, dagli scarti della lavorazione del legno, dalla
sramatura e potatura degli alberi, dalla coltivazione di specifiche piante
come la colza o la barbabietola, ecc.
La conversione della biomassa in energia viene ottenuta attraverso una numerosa
varità di processi che la utilizzano sotto forma di calore, di vapore o come
combustibile. Tra i metodi più utilizzati ricordiamo le caldaie di combustione
e turbine a vapore dirette, la digestione anaerobica con trasformazione in
gas combustibili di residui reflui aniamli ed urbani, la gassificazione e
la pirolisi.

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